Un blog di esperienze, pensieri, idee che circolano tra noi genitori - maestri, assistenti, cuochi, factotum... - dei bambini di questa scuola familiare

martedì 24 aprile 2012

La biodiversità


Per smentire chi mi pensa capace di bilocazione e telecinesi, ammetto che è faticoso riuscire ad arrivare dappertutto e sempre dove vorrei, per essere in ogni momento pronta ad accogliere e donare, a esserci per tutti, però oggi (questo post si riferisce a martedì scorso 17 aprile) è stata una giornata di scuola tanto ricca e piacevole che desidero condividerla, nella consapevolezza che per fare questo qualcosa trascurerò. Ma le persone sono più importanti delle cose e la giornata di oggi ci ha mostrato questa grande ricchezza.
raccolta humus

raccolta sabbia chiara
Il sole ci ha donato la luce giusta per tornare sul sentiero che scende accanto alla stalla, costeggiando il querceto,  poi il castagneto, (di recente potato dagli amici Mauro e Simone che hanno offerto uno spettacolo suggestivo ai nostri bimbi lavorando imbragati e appesi come acrobati ai castagni secolari...ma questa è un'altra storia, anche se pure questa ricca del bene prezioso degli amici) e il campo grande "dei caprioli" (chiamato così perché al mattino, all'arrivo dei bambini, spesso i caprioli stanno brucando nel campo). La primavera avanza veloce e le foglie, seppur ancora minute, hanno già la loro fisionomia definita, come neonati.                                                  
Passeggiando abbiamo rivisto i punti nei quali abbiamo raccolto alcuni campioni di terra, la "sabbia chiara" e l'humus, abbiamo osservato e annusato i fiori e i bambini hanno succhiato le corolle delle primule e della polmonaria, assaporando il nettare dolce. Proseguendo per il sentiero siamo arrivati alla sorgente, per vedere se avevamo la fortuna di trovare le ovature delle rane e dei rospi, che purtroppo sono minacciati da una malattia che li ha resi rari e ancora più preziosi nell'equilibrio naturale. Ma purtroppo né rane né rospi sono arrivati alla nostra sorgente quest'anno, deludendo la nostra speranza di incontrare il Principe Ranocchio, letto ieri nella fiaba dei fratelli Grimm. Osservando curiosi e attenti, abbiamo però trovato il dono delle palline della Principessa.

La storia racconta che, mentre la Principessa stava giocando accanto alla fonte con una pallina d'oro, la palla le sfugge di mano e, cadendo nella fonte, occasiona l'incontro col Ranocchio. Le nostre palline però (galle di quercia), pur essendo d'oro ai nostri occhi, galleggiavano, perché sono di legno! e meno male, perché il ranocchio assente non avrebbe potuto recuperarle!
Nella fonte però abbiamo trovato un'altra sorpresa: una dozzina di tritoni alpestri, tra adulti e nuovi nati, che facevano bella mostra di sé nella vasca, passando, scuri, dall'ombra alla luce del sole, donandoci un'iridescenza davvero magica. I giorni scorsi un temporale primaverile ci ha sorpreso con uno spettacolare arcobaleno e oggi abbiamo visto che i tritoni lo hanno conservato sul loro dorso crestato, ondulato di blu, turchesi, verdi, gialli e arancio!
Presso la sorgente abbiamo anche potuto confermare e rafforzare quanto studiato riguardo alle formazioni geologiche e al ciclo dell'acqua, che sbocca dalla montagna per essere riassorbita dal terreno e fuoriuscire pochi metri più a valle in corrispondenza dell'antico macero della canapa e riprendere poi il suo corso, sempre verso valle, dove l'abbiamo seguita nei fossi, al disgelo, fino a vederla confluire in Reno e partire per il viaggio verso il mare.




E l'acqua, mentre attraversa le vasche della sorgente, deposita i minerali sciolti e prelevati dal terreno, creando sculture dall'aspetto spugnoso e ruvido: il travertino. Abbandonata la vasca con rammarico, dopo esserci tutti un po' bagnati le maniche e l'orlo dei pantaloni, abbiamo ripreso la salita costeggiando la vigna tutta punteggiata di fiori che hanno già in sé la magia dei grappoli d'uva.



 Poi su, attraverso i campi, tirandoci l'un l'altro come una funicolare, per incontrare tanti profumi e sapori nuovi: la melissa citriodora, alcuni riccioli di erba "cipollina", la menta selvatica...



e con occhi attenti e curiosi abbiamo trovato l'imboccatura di alcune tane, le buche scavate dal grufolare dei cinghiali, gli insetti nei fiori di tarassaco, i boccioli del tarassaco da mettere sott'aceto come i capperi, tanti formicai indaffarati e bei ciuffi di erba medica fresca da portare al cavallo, che ci aspettava in cima alla salita osservandoci attento.
Arrivati alla yurta abbiamo fatto la merenda e una bella bevuta, sazi di cose belle tanto da poter anche un po' parlare di cose profonde, come la gelosia e la fatica di stare in armonia tutti insieme. Un po' di giochi e abbracci e poi un altro incontro prezioso.


In questi giorni infatti abbiamo avuto la gioia di ospitare Simon e Cecilia, che sono venuti a trovarci e hanno condiviso in semplicità il nostro poco, trasformandolo in un molto di amicizia e affetto.


 Li  abbiamo invitati a venire con noi nella scuola per un poco. Daniele e i bambini hanno offerto il racconto di uno dei nostri rotoli delle storie, quello che racconta delle uova e di alcuni animali che depongono le uova (uccelli, rane, lucertole, galline...) e Cecilia, che è svedese, qui in Italia per studiare, ci ha raccontato la storia nella sua lingua, con stupore e gioiosa meraviglia dei bambini nel sentire tante parole così diverse dalle nostre per dire uovo, tuorlo, albume, gallina... e poi Simon, che è di Reggio Calabria, ci ha offerto la versione calabrese, insegnandoci che il calabrese ha radici antiche che attingono con ricchezza dal greco, dall'arabo e dallo spagnolo! e anche questa storia ci ha insegnato suoni e parole, seppur più simili a quelle note, comunque con una musica nuova. Esplorare le sonorità di lingue e paesi è per noi educazione alla diversità e al tempo stesso occasione di rafforzare le nostre identità e le radici delle nostre famiglie, che hanno provenienze diverse e relativi accenti e dialetti, che rappresentano per noi un primo ponte allo studio della seconda lingua nella scuola. Stupirsi e contemplare, stimolare curiosità e fondare gli apprendimenti nella vita, nella realtà e nella ricchezza della natura, delle relazioni e delle arti, offre un cammino sicuro e affidabile per raggiungere i valori del Vero, del Bello e del Bene e dona alla scuola uno spessore che genera nei bambini un processo che si autoalimenta e conduce verso nuove domande e risposte, esperimenti, ricerche e letture che danno ai saperi la possibilità di intrecciarsi e sperimentare e custodire l'armonia della biodiversità.

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