Un blog di esperienze, pensieri, idee che circolano tra noi genitori - maestri, assistenti, cuochi, factotum... - dei bambini di questa scuola familiare

domenica 24 marzo 2013

Che ne dite, volete essere dei nostri? Venite alla nostra "giornata aperta" il 13 aprile!

Cari amici che ci seguite,
ci piacerebbe che le persone che credono nel nostro progetto si potessero unire a noi portando i loro bimbi a condividere un pezzo di strada con i nostri.
Crediamo nel futuro di questa scuolina, ma crediamo che sarebbe un grosso valore aggiunto se altri bambini, di tutte le età, si unissero per crescere insieme nella diversità e nel confronto.

In particolare, ci piacerebbe che aumentasse il numero di bimbi in età di scuola elementare, che per ora sono pochi (Daniele farà la terza, Margherita la prima, e Ulisse è appena un po’ più piccolo), perché crediamo nel confronto tra pari, nel lavoro di gruppo, nell’autogestione dei bambini, nella capacità che hanno di crescere e formarsi soprattutto nel confronto libero tra di loro e nell’agire cooperativo e collaborativo.

Ovviamente sono benvenuti anche i più piccoli… che presto diventeranno grandi.
Per ora ci sono Agata, Nora ed Isacco, che il prossimo anno compiranno 4 anni, e che aspettano altri compagni di avventura! Inoltre, probabilmente ci sarà una nuova “classe” di piccolissimi dai 2 anni.
Crediamo che avere un gruppo di bambini di età diverse sia una grande ricchezza, perché imparano a rispettarsi nella diversità di esigenze, ad aiutarsi e ad accogliersi e, perché no, anche a litigare un po'!

Qualcuno, leggendo il blog o conoscendoci, ci ha detto che sembriamo persone fuori dalla norma, un po’ matti. In una rivista siamo stati definiti come parte di una “elite intellettualmente progredita”. In realtà, siamo solo genitori che si impegnano affinché l'imparare non sia un mero riempire i nostri figli come fossero sacchi vuoti, ma sia un “tirare fuori”: tirare fuori talenti, curiosità, richieste che le nostre mamme maestre, Sarah e Cinzia, sono pronte ad accogliere e a sviluppare; e affinché non vengano uccisi, proprio da chi li dovrebbe coltivare con massima cura e amore, il loro naturale desiderio di apprendere e la loro innata curiosità per tutte le cose del mondo.

Crediamo che sia bello ed importante provare ad essere comunità educante e ciascuno di noi, per come può, dà il suo contributo (anche dal punto di vista economico).
Ognuno fa ciò che può quando può. Finora ha funzionato la solidarietà, dal trasporto al cibo, dallo scambio di oggetti di varia natura al tenere i bimbi quando si è in difficoltà.
Quindi, se siete interessati per i vostri bimbi e bimbe, non fatevi spaventare dalla distanza, dal cattivo tempo e dall'impegno che vi potrebbe sembrare eccessivo: si possono trovare soluzioni insieme, aiutarsi l'un l'altro.

Sabato 13 aprile ci piacerebbe incontrare chi ha voglia di venirci a trovare alla Scuola dei bambini di Monte Sole, in una giornata di



“yurta aperta” a Monte Sole

Sabato 13 aprile 2013

dalle 10.30 del mattino

presso il Podere agricolo di Montumiano, all’interno del Parco Storico Regionale di Monte Sole, in via Salvaro-Montemiano, 72 a Pioppe di Salvaro, in Comune di Grizzana Morandi.
Per potervi accogliere al meglio, vi chiediamo di darci conferma della vostra intenzione di esserci. È gradito che ognuno porti qualcosa da mangiare o da bere, meglio se portandosi un bicchiere da casa e riducendo al minimo rifiuti e imballi usa e getta!



Per raggiungerci da Bologna:
seguite la Porrettana fino a Pioppe di Salvaro, raggiungete la stazione FS e continuate a seguire la strada in salita; dopo 1 km e mezzo seguite al bivio l’indicazione per Creda a sinistra; dopo 1 km e mezzo trovate sulla destra un’indicazione per Montumiano.
Troverete indicazioni per il parcheggio e per l’ultimo tratto di passeggiata.
Per chi arriva alla stazione di Pioppe di Salvaro, possibilità di navette fino a Montumiano: telefonateci!

Info: 3331772411 (Mimmo), 3337343794 (Sarah)

venerdì 22 marzo 2013

Segnalazioni di libri e riviste

Con qualche mese di ritardo – ma si sa che con i bimbi si metton le cose in uno scaffale dicendo sempre “domani lo faccio, domani lo faccio… e passano i mesi – segnaliamo alcune pubblicazioni interessanti nelle quali si parla di scuole familiari, libertarie, autogestite, ecc., e anche della nostra scuolina di Monte Sole.


Sulla rivista mensile altreconomia del settembre 2012, segnaliamo l’inchiesta “Educazione su misura” di Alex Corlazzoli, che racconta di esperienze (o tentativi) di educazione parentale, libertaria, ecc., a Faenza, Padova, Caldirola (Alessandria), e poi a Monte Sole (noi!) e a Cadriano (Bologna), a L’Aquila, a Merlino, a Rocca Malatina (Modena)...

Nell’articolo su altreconomia, Alex ha pubblicato un po’ di foto della nostra scuolina, ma non ha parlato tanto di noi… l’ha fatto invece nel capitolo “L’altra scuola”, nel libro La scuola che resiste. Il futuro è dei bambini. Storie di un maestro di provincia, Chiarelettere editore, 2012. Qui Alex Corlazzoli parla della “sfida di Monte Sole”.

Cito dalla descrizione della sua “visita” alla yurta:
“Per un attimo il caos mi distrae dalle parole di Sarah. Appoggio penna e taccuino. Guardo i bambini e mi accorgo che sono felici. Le mamme sono attente ma non ossessive. Ad un certo punto cerco il mio Tratto Pen per ricominciare a prendere appunti ma non lo trovo. È sparito. Lo cerco nell’erba, tra i fogli, nulla da fare. Quando guardo Isacco, vedo le sue gambe pasticciate e capisco dov’è finita la mia biro. È libero di fare. Nessuno lo rimprovera. Nessuno alza la voce con i bambini che si arrampicano sui rami. E quando Margherita si spoglia nuda (ama essere totalmente libera), non c’è alcuno scandalo: la sua mamma chiede a Sarah consiglio e poi la convince a rivestirsi”.

Alex regala ai nostri bimbi la lettura di una storia in dialetto cremasco per arricchire la nostra raccolta 


L’immagine della nostra scuola che emerge dal racconto di Alex è, a nostro parere, troppo “edulcorata”, e le critiche che rivolge al nostro progetto (es. non ci sono bimbi “diversi”, come i bimbi di origine straniera) non colgono le tante contraddizioni in cui realmente siamo immersi nella nostra quotidianità, e a cui cerchiamo di far fronte. Ma la visita di Alex è stata troppo breve per andare davvero a fondo!!!

Infine, un’ultima segnalazione importante. Sul numero 10 (giugno-luglio 2012) della rivista gli asini c’è un interessante dossier sulle Scuole alternative in Germania. Oltre a una storia di queste scuole (Matthias Hofmann), c’è un report dell’incontro del settembre 2011 della Rete nazionale delle scuole libere alternative, a Berlino, nel quale emerge una grande maturità nel confronto e nel dibattito tra scuole “alternative” e scuola statale, e pare che lì ci siano persino dei politici attenti e interessati al mondo delle scuole libere! Infine, negli articoli di Beatrice Borri, che racconta della Freie Schule am Mauerpark di Berlino, e di Gerold Scholz (“Tra omologazione e ribellione”), ritorna una domanda molto interessante: cosa vuol dire educare alla libertà? Come definire “libertà”? I bambini devono essere “liberi da e per che cosa?”... Domande a cui, per la verità, nemmeno in Germania sembra riescano a dare molte risposte!

venerdì 25 gennaio 2013

Giornata della memoria: "aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani"


Parco di Monte Sole - Caprara di Sopra

Anniek Cojean dice che un preside di liceo americano aveva l’abitudine di scrivere, ad ogni inizio di anno scolastico, una lettera ai suoi insegnanti:
“Caro professore,
sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere:
camere a gas costruite da ingegneri istruiti;
bambini uccisi con veleno da medici ben formati;
lattanti uccisi da infermiere provette;
donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiore e università.
Diffido –quindi – dall’educazione.
La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti.
La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.”

Tratto da “Les mémoires de la Shoah” di Anniek Cojean (“Le Monde”, 29 aprile 1995).


















                                                                                                                                                                                                                                                                                          

domenica 23 dicembre 2012

Vacanze di Natale all'insegna... della non violenza

Si, lo so... siamo spariti... diciamo che sono stati mesi di inizio.

Di inizio scuola innanzitutto, di ri-assetto con i bimbi che cambiano ogni giorno di più e non sono mai uguali... cambi di dinamiche, di relazioni...







Di inizio per noi adulti di una nuova consapevolezza.
Consapevolezza del fatto che abbiamo molta strada ancora da fare per creare un vera comunità educante
Consapevolezza del fatto che dobbiamo e vogliamo cambiare modalità di comunicazione tra di noi e con i bambini
Consapevolezza della necessità che questi cambiamenti devono avvenire prima di tutto in noi perché i risultati si possano vedere sugli altri, soprattutto sui nostri bimbi che ci fanno da specchio
E allora... AL LAVORO!!!


Abbiamo deciso che faremo un percorso autogestito volto ad imparare a comunicare in modo non violento, empatico ed in contatto con i nostri reali bisogni (per chi fosse interessato ci riferiamo alla comunicazione non violenta di Rosenberg), un percorso con la nostra amica, insegnante di yoga, sulla coerenza tra pensiero parola ed azione e...

credo che sarà solo l'inizio di una nuova bella, faticosa e soddisfacente avventura da intraprendere con i nostri bambini, che ci danno la possibilità ogni giorno di crescere insieme, anche se talvolta faticosamente!

Quindi grazie a Daniele, Margherita, Ulisse, Tata, Nora e Isacco, che ancora una volta ci hanno costretto a rimetterci in discussione!!!

E buon Natale e buone Feste da tutti noi a tutti voi! 




mercoledì 28 novembre 2012

Giornata di Yurta aperta

Domenica 2 Dicembre 2012


Per chi vuole conoscerci e per chi già ci conosce ci incontriamo domenica,
dalle 11, portando qualcosa per condividere il pranzo, 




E' gradita una conferma della vostra presenza a Sarah (3337343794 ) o a Mimmo (3331772411)



domenica 30 settembre 2012

Festa per l'inizio del nuovo anno scolastico!
















La Scuola dei Bambini di Monte Sole
è un’esperienza di scuolina familiare condivisa
nata nel settembre 2011.

Nel podere di Montumiano
un nuovo anno scolastico è cominciato…
con la vendemmia e la vinificazione!

Ci aspetta un anno intenso nella yurta,
con tanto impegno per i bimbi
e per i grandi
(a cominciare dalla legna da tagliare per la stufa!)

Tutti noi, bimbi, genitori e maestre,
vogliamo iniziare l’anno con una festa,
per accogliere vecchi e nuovi amici a Monte Sole!


Vi invitiamo alla festa di inizio dell’anno scolastico 2012/13 della
SCUOLA DEI BAMBINI DI MONTE SOLE
Sabato 6 ottobre
dalle 11.30 del mattino

presso il Podere agricolo di Montumiano, all’interno del Parco Storico Regionale di Monte Sole, in via Salvaro-Montemiano, 72 a Pioppe di Salvaro, in Comune di Grizzana Morandi.
Per potervi accogliere al meglio, vi chiediamo di darci conferma della vostra intenzione di esserci, se possibile entro giovedì 4 ottobre.
È gradito che ognuno porti qualcosa da mangiare o da bere, meglio se portandosi un bicchiere da casa e riducendo al minimo rifiuti e imballi usa e getta!





















Per raggiungerci da Bologna:
seguite la Porrettana fino a Pioppe di Salvaro, raggiungete la stazione FS e continuate a seguire la strada in salita; dopo 1 km e mezzo seguite al bivio l’indicazione per Creda a sinistra; dopo 1 km e mezzo trovate sulla destra un’indicazione per Montumiano.
Troverete indicazioni per il parcheggio e per l’ultimo tratto di passeggiata.
Per chi arriva alla stazione di Pioppe di Salvaro, possibilità di navette fino a Montumiano: telefonateci!





Info: 3331772411 (Mimmo), 3337343794 (Sarah)


domenica 29 luglio 2012

E' nata Lucia!!!

Margherita è finalmente diventata sorella maggiore!!!
Lucia è nata il 6 luglio alle 10,30 all'ombra di un bel melo, in mezzo ad un prato, con il cinguettare degli uccellini e il frinire delle cicale...
E dal prossimo settembre Lucia sarà la più giovane frequentatrice della nostra yurta, anche se per ora solo in veste di accompagnatrice della sua sorellona maggiore!!!

Ed ecco a voi Margherita e Lucia...


sabato 23 giugno 2012

domenica 1 luglio, Festa di fine anno

La Scuola dei Bambini di Monte Sole
è un’esperienza di scuola familiare condivisa
che quest’anno ha coinvolto cinque famiglie, sei bimbi dai due ai sette anni e
due mamme-maestre,
all'interno di una yurta
tra i prati, i boschi, gli orti e gli animali di Monte Sole.

In quest’anno di intensa attività,
faticosa e felice,
con il sole e il vento, sotto la pioggia e la neve,
siamo cresciuti
insieme,
grandi e piccoli

Vi invitiamo alla festa di chiusura dell’anno scolastico 2011/12 della
SCUOLA DEI BAMBINI DI MONTE SOLE
Domenica 1 luglio 2012
dalle 10.30 del mattino

presso il Podere agricolo di Montumiano, all’interno del Parco Storico Regionale di Monte Sole, in via Salvaro-Montemiano, 72 a Pioppe di Salvaro, in Comune di Grizzana Morandi.
Per potervi accogliere al meglio, vi chiediamo di darci conferma della vostra intenzione di esserci. È gradito che ognuno porti qualcosa da mangiare o da bere, meglio se portandosi un bicchiere da casa e riducendo al minimo rifiuti e imballi usa e getta!



Per raggiungerci da Bologna:
seguite la Porrettana fino a Pioppe di Salvaro, raggiungete la stazione FS e continuate a seguire la strada in salita; dopo 1 km e mezzo seguite al bivio l’indicazione per Creda a sinistra; dopo 1 km e mezzo trovate sulla destra un’indicazione per Montumiano.
Troverete indicazioni per il parcheggio e per l’ultimo tratto di passeggiata.
Per chi arriva alla stazione di Pioppe di Salvaro, possibilità di navette fino a Montumiano: telefonateci!



Info: 3331772411 (Mimmo), 3337343794 (Sarah)

Gita al Poranceto, ovvero: la convivialità

Lunedì 4 giugno siamo andati in gita!
Erano gli ultimi giorni di scuola e abbiamo deciso di festeggiarli tutti assieme, concedendoci una gita. Siamo stati al Poranceto, un meraviglioso castagneto secolare sull’Appennino bolognese, a poca distanza dai laghi di Suviana e Brasimone.

Ha piovuto quasi tutta la mattina, ma abbiamo giocato nel prato e tra i grandi castagni, vuoti, all’interno dei quali i bimbi si son nascosti e si son sentiti a casa…
 
  
 

Mentre eravamo al Poranceto, ho pensato all’idea di convivialità.
Convivialità non solo nel senso comune di far banchetto assieme, in maniera spensierata e allegra, cosa che pure abbiamo fatto, sia al Poranceto, sia in tante altre occasioni a Montumiano.

Convivialità nel senso che dà a questa parola Ivan Illich. Un senso che lega questo termine al nostro modo di concepire la scuola.

Per Ivan Illich nel corso del novecento alcune istituzioni che in un primo tempo erano nate per soddisfare dei bisogni, sono progressivamente diventate dei “mezzi per sfruttare l’insieme del corpo sociale”. Istituzioni che in un primo tempo erano uno strumento nelle mani dell’uomo, hanno poi reso l’uomo uno strumento. È il caso della medicina, dei lavori pubblici, dei trasporti (l’automobile al posto della bicicletta), delle grandi attività produttive. Ed è il caso della scuola.

Secondo Ivan Illich la scuola ha oggi il monopolio dell’educazione e ha negato qualsiasi legittimità di esistenza ad altre forme di trasmissione dei saperi. La scuola non è più uno strumento nelle mani degli uomini. È un’istituzione che stabilisce i propri fini, “incatenando l’uomo a meccanismi implacabili”. L’individuo scolarizzato è “modellato sulla mentalità del consumatore-utente” e “ha accettato di lasciarsi definire da una amministrazione in base al proprio consumo di educazione attestato dal suo titolo di studio”. La scuola, insomma, diventa una “megamacchina” di cui l’uomo è un accessorio.

Qual è allora la proposta di Ivan Illich? Quella di ritrovare “strumenti conviviali”: quelli, cioè, che ciascun individuo può utilizzare per scopi determinati da lui stesso, e attraverso i quali ciascuno può realizzarsi. “Una società conviviale non proibisce la scuola: mette al bando il sistema scolastico pervertito in strumento obbligatorio, fondato sulla segregazione e sul rifiuto dei bocciati”.

I libri di Ivan Illich a cui mi riferisco (Descolarizzare la società e La convivialità. Una proposta libertaria per una politica dei limiti allo sviluppo) sono stati scritti negli anni settanta. E sono oggi incredibilmente attuali.

Dopo la gita, è ora il tempo di riflettere e discutere su com’è andato questo nostro anno scolastico, e ragionare su cosa tenere e cosa cambiare per l’anno prossimo!
Nessuna istituzione ci penserà al nostro posto…

Mimmo

lunedì 21 maggio 2012

La saggezza biologica e culturale



Mi è capitato di incontrare persone e sentire immediata sintonia, di visitare luoghi che avevo già dentro e di leggere parole e libri che risuonavano talmente da pensare che potessero essere specchio di ciò che io stessa pensavo, sentivo o vivevo. 
Mi è successo anche oggi "inciampando" in modo fortunato negli scritti di Loris Malaguzzi:


"...Rispettare i tempi della maturazione, dello sviluppo, degli strumenti del fare e del capire, della piena, lenta, stravagante, lucida e mutevole emersione delle capacità infantili è una misura di saggezza biologica e culturale.  Se la natura ha predisposto che la lunghezza dell’infanzia umana sia la più lunga (infinita diceva Tolstoj) è perché sa quanti guadi sono da attraversare, quanti sentieri sono da ripercorrere, quanti errori possono essere corretti da bambini e adulti, quanti pregiudizi occorre superare. E quante infinite volte i bambini debbono riprendere fiato per restaurare le immagini di sé, dei coetanei, dei genitori, degli insegnanti, delle conoscenze dei mondi. Se oggi siamo in un’epoca in cui il tempo e i ritmi delle macchine e del profitto sono modelli contrapposti ai tempi umani, bene, allora bisogna sapere da che parte stanno psicologia, pedagogia e cultura..."

I 100 LINGUAGGI DEI BAMBINI
L'approccio di Reggio Emilia all'educazione dell'infanzia


Il bambino
è fatto di cento.
Il bambino
ha cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare                  
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino ha                            
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c'è
e di cento
gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l'immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
gli dicono insomma
che il cento non c'è.
Il bambino dice:
invece il cento c'è.

Loris Malaguzzi

domenica 13 maggio 2012

Per fare un prato...


Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un'ape
Un trifoglio ed un'ape
E il sogno.
Il sogno può bastare
Se le api sono poche.

Emily Dickinson

martedì 1 maggio 2012

Una "lezione" di inglese


Ci siamo a lungo confrontati sul senso e sull’opportunità di proporre o meno una seconda lingua ai nostri bimbi, come previsto nei programmi ministeriali.
Temiamo che per loro, così piccoli e senza ancora un impianto linguistico ben strutturato, l’insegnamento di una seconda lingua possa avere poco senso o addirittura confonderli.
Crediamo invece che sia molto importante partire da una forte strutturazione della propria identità, anche linguistica, per poter esplorare nuovi e altri mondi. Siamo consapevoli del valore di quella che a me piace chiamare la ‘lingua degli affetti’, quella che un bambino impara dalla sua mamma e che oltre a servirgli per comunicare con lei e con le persone che ama, ha per lui un universo di altri significati di tipo emozionale ed affettivo. Una lingua che purtroppo nelle nostre scuole viene spesso maltrattata, o addirittura vietata, nel caso di molti bambini di origini straniere. 

Abbiamo deciso di percorrere una strada che pensiamo che per noi e soprattutto per i nostri bimbi possa avere un senso.
La spinta a partire ci è stata offerta dall’incontro con Simon e Cecilia (vedi post sulla biodiversità) che ci sono venuti a trovare qualche tempo fa. In quella occasione i bambini hanno offerto loro la lettura di uno dei nostri rotoli delle storie (la storia delle uova); e Simon e Cecilia, per ricambiare il dono, hanno raccontato la stessa storia nelle loro lingue di origine (il dialetto calabrese e lo svedese).
Lo stupore, la meraviglia e il divertimento che abbiamo letto sui volti dei bambini mentre ascoltavano queste nuove sonorità ci ha portato a pensare ad un percorso di senso che partisse dalle radici delle nostre famiglie, di provenienze diverse, per arrivare allo studio dell’inglese.
Così nei giorni seguenti abbiamo ascoltato la storia delle uova in dialetto bolognese, in dialetto venosino ed in dialetto palermitano. Abbiamo scoperto, oltre che diversi modi per dire le stesse cose, anche diverse modalità espressive. Come l’essenzialità del bolognese e la ricchezza nell’esposizione tipica dei dialetti meridionali che enfatizzano ed ampliano ogni passaggio della storia con l’uso della mimica e di intercalari tipici. Come la parola miiiinchia, che in dialetto palermitano sembra proprio essere insostituibile e facente parte del linguaggio comune di grandi e piccini!



E così venerdì scorso sono venute a trovarci Majo e Jenny, due amiche di madrelingua inglese. Ci siamo presentati e abbiamo cantato insieme. Ci hanno raccontato la storia delle uova in inglese e poi i bambini le hanno accompagnate a vedere le uova delle galline del podere e a visitare la loro scuola oltre la yurta.


È stato bello per me, abituata ad insegnare inglese a scuola con le flash cards (immagini disegnate su cartoncino che rappresentano il significato delle parole inglesi introdotte e utilizzate durante la lezione) osservare come la ricchezza della natura che ci circondava le rendesse del tutto superflue! È così semplice e bello imparare i colori raccogliendo fiori blu, viola, gialli, bianchi, sdraiandosi nel verde campo di giovani piantine di grano e guardando il cielo azzurro!


Nelle indicazioni ministeriali si dice che l’apprendimento della seconda lingua dovrebbe innestarsi sulla spontanea propensione del bambino verso la comunicazione verbale ed il suo desiderio di socializzare e interagire con l’ambiente circostante.


Alla fine i bambini e le maestre hanno regalato alle nostre amiche un po’ di uova…vere!!

Mamma Daniela Maestra di inglese